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Jasmine è una bambina ed è stata condannata a morte, con una sentenza di lapidazione.
La mamma, Amran, è venuta in Italia alcuni anni fa e sin dal primo giorno lotta per portare qui sua figlia.

In questi anni di lavoro coi migranti abbiamo incontrato storie intrise di disperazione, distanza e desideri, perché a decidere di partire per un viaggio duro, incerto e pericoloso sono le persone più forti, quelle che hanno maggiori possibilità di sopravvivere. I bambini rimangono nei loro paesi e solo dopo anni, attraverso un difficilissimo e dispendioso percorso di mediazione, possono riabbracciare i loro genitori.

Per fortuna Jasmine e Amran non sono sole, questa lunga e tortuosa strada internazionale l‘hanno percorsa insieme a noi con tenacia e con un lieto fine: la bimba è arrivata in Italia e finalmente ha ritrovato la sua mamma.

In un anno come questo in cui abbiamo toccato con mano limiti, deprivazioni e distanza, vogliamo costruire e credere in un mondo in cui genitori e figli possano riabbracciarsi, superando i km di terra e mare che potrebbero dividerli per sempre.

Se vuoi leggere l’articolo completo sulla storia di Jasmine e Amran clicca qui!

*Per tutelare la privacy delle protagoniste sono stati usati nomi e volti non corrispondenti alla realtà, ma la storia è vera.

E non è finita qui!

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