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SGUARDI OLTRE LO SCHERMO: CHI SEI? DOVE SEI? QUALE SCHERMO?

CHI SEI? DOVE SEI? QUALE SCHERMO?
Ci siamo tutti? Io non vi sento. Dice che non riesce a collegarsi. Forse manca ancora qualcuno. Ma voi sentite me? Sta facendo l’aggiornamento, ma arriva. Eppure sono certa manchi ancora qualcuno. Provo dal computer, forse è il microfono. Ecco, l’aggiornamento proprio oggi. Arrivati, finalmente, eccoci tutti!  
È così che iniziano le nostre attività.  

Sguardi oltre lo schermo: Io resto qua

IO_RESTO_QUA_
 
Vedo Rachel dopo 2 mesi. Due mesi in cui non è mai uscita di casa.
Mi dice “Andiamo ai giardini?”. Non si può deludere una richiesta del genere il primo giorno di fine lockdown.
Cosi io, Rachel, Chiara (la sorellina di un anno e mezzo) e la loro mamma usciamo di casa.

Sguardi oltre lo schermo: movimenti scomposti

movimenti scomposti

Sono diventata Sporty spice.

Ero lì tranquilla che mi accingevo a vivere una normale giornata di quarantena tra lieviti madre e serie TV, il tutto rigorosamente in posizione orizzontale, una di quelle giornate nelle quali cambi posizione solo quando non senti più le chiappe, quand'ecco che arriva il messaggio tanto temuto e da troppo tempo nell'aria: “Domani equipe su Skype.”
No, non è il titolo di un horror adolescenziale ambientato on line tipo "Cell"o "Unfriends" . È realtà.

Sguardi oltre lo schermo: ci sei ancora

Ci sei ancora

 

È un momento sospeso. È come stare in una bolla dove il tempo è immobile ed i pensieri fanno più rumore del solito. L’emergenza sanitaria ha costretto ognuno di noi, come persone e come operatori sociali, a cambiare le nostre abitudini sociali e lavorative.

Sguardi oltre lo schermo: ci vuole molto poco

Ci vuole molto poco

Il cosiddetto lockdown non mi è pesato per niente.

Anche se a una festa divento, molto facilmente, il capo animatore turistico di turno non sono uno dai mille amici ed eventi mondani. Poi francamente, ringrazio che finalmente si siano decisi a legiferare riguardo quelli che hanno il vizio di parlarti a 5 cm dal naso e che durante un discorso si sentono in dovere di toccarti a ogni chiusura di un periodo. Era ora!

Il tempo e lo spazio durante il Covid-19

Il tempo e lo spazio ai tempi del Covid-19
L'emergenza Coronavirus sta cambiando il mondo e il nostro modo di relazionarci con esso.  
Le aree di nostra competenza, in cui svolgiamo da sempre il nostro lavoro, sono state stravolte: disabilità, adulti, minori, giovani e famiglie. Il cambiamento è complesso, perchè riguarda sia il tempo sia lo spazio.  
Il tempo: si tratta di reinventare un lavoro costruito sulla quotidianità, su piccoli passi che tutti insieme determinano cambiamenti e crescite sulla lunga distanza. Accompagnare un gesto semplice ripetuto tutti i giorni può innescare il cambiamento, può generare crescita. 

Eroi per casa

Eroi per casa

Eroi per casa è un progetto di audience engagement che ha partecipato e vinto il Bando Open Community di Compagnia di San Paolo, dedicato a progetti di coinvolgimento attivo del pubblico presentati in tandem da reti di comunità culturali e professionisti dell’audience development. Il progetto è stato presentato in sinergia dalle otto Case del Quartiere di Torino e da Stranaidea nel ruolo di Project Manager esterno.

CONnessioni: un lento pomeriggio di fine estate

Connessioni con l'altro

La parola ‘connessione’ evoca immagini ad alta velocità, volti che si con-fondono, frammenti di conversazioni.

Connessioni festival” al contrario è stato un lento pomeriggio di fine estate in cui si è potuto godere di curiosi fermi immagine: musicisti in abito da sera nel cortile di un dormitorio, un mandala colorato fatto di sabbia e fantasia. Cibo e bevande, perché è ora della merenda e fa ancora caldo.

In sottofondo, il suono degli strumenti e le voci delle persone: operatori, volontari, ospiti e passanti, arrivati per la musica, il racconto, la compagnia. Ed è qui che si innescano le connessioni.

Saliamo su quella giostra

Saliamo su quella giostra
Anche nel 2019 il Cadd El Duende ha trascorso 10 giorno di vacanza al mare. Destinazione Misano Adriatico, Romagna; mare, sole, cibo e Mirabilandia.
Ho passato almeno dieci anni della mia vita ad accompagnare persone con disabilità a Mirabilandia. La gita al parco di divertimenti è sempre una di quelle giornate che puoi annoverare tra gli sport estremi. Dalle 10 alle 19 sotto il sole cocente, km a piedi con lo zaino in spalla e poi un livello di attenzione da tenere sempre altissimo: che nessuno si scotti, scappi, si metta in pericolo.

Per anni mi sono chiesto come mai, comunque, ogni anno, io attenda con ansia la giornata a Mirabilandia.

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