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Tutti sanno cosa vuol dire con, ma forse non tutti sanno che C.O.N. sta per Casa di Ospitalità Notturna. La C.O.N. Tazzoli, per gli amici ‘il Tazzoli’, quest’anno compie 20 anni.

Per settemilatrecento volte la notte è arrivata e per settemilatrecento notti il Tazzoli ha aperto le sue porte per far entrare persone, storie, difficoltà e speranze, messe dentro uno zaino o a volte, dentro una busta della spesa, che altro non c’è.

Ogni notte, ventiquattro letti che aspettano insieme agli operatori di aprire il cancello e vedere chi ci sarà dall’altra parte: tanti visi sono conosciuti, per fortuna o purtroppo; altri sono tutti da scoprire, con pazienza, professionalità e una buona dose di accoglienza.
La soglia del Tazzoli, quella che separa il dentro dal fuori, il dormitorio dalla strada, è bassa: accoglie per una o più notti persone senza fissa dimora che trovano nella C.O.N. una sosta fissa al termine di giornate che a volte sembrano non finire mai.

Per festeggiare i suoi 20 anni il Tazzoli si è fatto bello con l’aiuto del Cerchio e le Gocce e _N_D_R_, artisti che hanno già collaborato con Stranaidea nel progetto “Tazzoli in Tecnicolor“, che hanno gentilmente prestato alcune delle loro opere per una mostra (es)temporanea. Operatori e ospiti invece hanno ideato e costruito un’installazione artistica nella sala comune della struttura.

“Molto più di quello che vedi” scrive un ospite a proposito del Tazzoli, mentre per un altro è un riparo, ma solo “quando fuori è diventato troppo freddo per dormire all’aperto”.
Questi ed altri i pensieri che si possono leggere oggi in Tazzoli, aggrappati alla rete di un letto, come lasciati lì da chi in quel letto ci ha dormito o forse sì è solo riposato.

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