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Perché la povertà è così difficile da sradicare?
Perché i piani per contrastarla si rivelano quasi sempre inefficaci?

La fragilità, la vulnerabilità, la povertà adulta ed educativa sono l’esito non scontato, ma molto probabile, della concomitanza di due fattori[1]: la debolezza delle “capacità interne” dell’individuo, e la carenza delle risorse, materiali e immateriali, cui ha accesso nella comunità in cui vive.

È elementare comprendere come le risorse non soltanto ci devano essere, ma debbano essere accessibili e la persona debba avere le capacità cognitive per riconoscerle e sapere come usarle!

Dunque, appare chiaro, dal modello e dall’esperienza maturata “sul campo”, come a volte la fragilità, la vulnerabilità, la povertà siano “un destino”, un “lascito” familiare che si reitera nelle successive generazioni: la povertà materiale del nucleo rischia di generare povertà educativa, la povertà educativa nella famiglia e la debolezza della “comunità educante” può generare individui con insufficienti “capacitazioni” (skills, metacompetenze di apprendimento e di relazione, resilienza, risorse), i cui “funzionamenti”, inadeguati alle richieste della società in cui vivono, generano povertà.

L’evento

Su questi temi il Consorzio SIN.AP.S.I, attraverso le due cooperative associate Stranaidea e Dalla Stessa Parte, promuove un webinar dal titolo:

“Fragili, un destino?
Evento finale progetto We Care CISTAI
Giovedì 29 aprile 2021 9-13.30
Per iscrizioni: Google Form

Programma dell’evento:

“Povertà educativa (in tempi di COVID): cause e strategie di contrasto”
a cura di Chiara Saraceno, honorary fellow al Collegio Carlo Alberto, sociologa, studiosa della famiglia e dei sistemi di welfare e della povertà.

“Vulnerabilità adulta: elementi che condizionano l’esercizio del ruolo adulto”
a cura di Gino Mazzoli, psicosociologo e docente presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il progetto We Care “CISTAI”

Questa iniziativa è il risultato finale del progetto We Care (Welfare Cantiere Regionale di cui al bando “SPERIMENTAZIONE DI AZIONI INNOVATIVE DI WELFARE TERRITORIALE”) denominato “CISTAI” (attuato con le risorse del fondo Sociale EuropeoFSE e del fondo Europeo Sviluppi RegionaleFESR), in particolare con le azioni Azione 4.1 Sostegno alla genitorialità e 4.2 Sostegno all’autonomia dell’adulto fragile”, attuate sul territorio ciriacese e canavesano dai Consorzi Soci Assistenziali CIS di Ciriè e CISS 38 di Cuorgnè, dal Consorzio SIN.AP.S.I. (con le sue cooperative territoriali, Dalla Stessa Parte e Stranaidea), e dal Consorzio Copernico (con le cooperative territoriali Andirivieni e Alce Rosso).

Mettendo insieme le indicazioni derivanti dal modello esplicativo NSCMM [2] e dagli studi di Sendhil Mullainathan e Eldar Shafir [3], a partire dalle brillanti indicazioni di Gino Mazzoli e dagli studi di Chiara Saraceno, le azioni di progetto si sono concentrate su una serie di interventi che, tenendo conto degli effetti cognitivi, e non solo quantitativi, della scarsità, sono andati a operare sulla prevenzione della cronicizzazione della povertà, attraverso azioni di sostegno al reddito “non monetario”, di accompagnamento e incentivazione al risparmio, di rinforzo delle competenze “di cittadinanza adulta” e di supporto all’autonomia del nucleo familiare.

[1] Descritti accuratamente nel modello esplicativo NSCMM (Nussbaum– Sen- Castelfranchi– Montorfano- Mazzoli) che le cooperative coinvolte nel progetto adottano.
[2] Nussbaum– Sen- Castelfranchi– Montorfano- Mazzoli
[3] Dal libro “Scarcity, perché avere poco significa tanto”

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