Dal 29 al 31 gennaio 2026 tre colleghe di Stranaidea, Chiara Bechis dal settore disabilità, Ilenia Conforti dall’Area Lavoro e Cittadinanza Attiva e Lidia Greco dalla progettazione europea, hanno partecipato a una formazione Erasmus+ a Malta, ospiti dell’associazione Vision for the Med 

Un viaggio di tre giorni che sono state anche tre tappe di confronto e apprendimento per rafforzare competenze, creare nuove reti e aprire prospettive concrete per implementare l’inclusione delle persone con disabilità intellettiva in diversi aspetti della vita sociale.

Giorno 1: il valore delle abilità e dell’impresa sociale

Il viaggio è iniziato con una visita al Collegio San Nicolas, scuola pubblica dedicata a giovani con disabilità dai 16 ai 22 anni. Qui, gli studenti sono suddivisi in gruppi in base ai livelli di competenza e ai loro interessi. 

La scuola ha recentemente introdotto attività “imprenditoriali” che coinvolgono i ragazzi nella produzione e vendita di vari oggetti, come marmellate e confetture ottenute dai frutti coltivati nel giardino scolastico, candele, stampe, manufatti in ceramica. Il processo è curato in tutte le sue fasi, dall’ideazione al confezionamento, in un percorso educativo che rafforza autonomia, responsabilità e capacità operative.

Durante la giornata è stato possibile incontrare tutti i partner del progetto Erasmus+ KA2 PRIME : l’italiana Cooperativa Karabobowski e l’Organizzazione francese Cap Ulysse con esperienza nell’invio all’estero di adulti con disabilità, l’Organizzazione polacca PSONI e l’Organizzazione lituana PSPC, esperte del metodo Easy to Read, il metodo di scrittura di documenti accessibile a persone con disabilità, l’Organizzazione greca Estia, nuova nell’implementazione dell’Easy to Read.

Il primo giorno di viaggio si è concluso in compagnia di Antoine di Vision for the Med, che ha illustrato storia, tradizioni e curiosità culturali dell’isola.

Giorno 2: luoghi di cultura come spazi di apprendimento

Il secondo giorno è stato dedicato alla visita del teatro, della biblioteca, della basilica e del museo: tutti luoghi che hanno ospitato persone con disabilità intellettiva in esperienze di apprendimento basate sul lavoro.

Per queste realtà si è trattato della prima esperienza di accoglienza e il riscontro è stato molto positivo. In particolare, l’esperienza è risultata efficace grazie alla presenza di accompagnatori formati sull’apprendimento esperienziale. 

Giorno 3: progettare insieme nuove opportunità

L’ultima giornata ha previsto la visita al Valletta Design Cluster, un luogo rigenerato e oggi aperto gratuitamente alla cittadinanza, sede di spazi creativi, coworking e, non da ultimo, bellissimi giardini panoramici. Qui, Vision for the Med ha uno spazio gratuito per le attività di formazione e progettazione. 

Durante l’incontro, sono stati delineati tre progetti futuri da sviluppare insieme: una prima mobilità di gruppo per adulti con disabilità, focalizzata sulla produzione di documenti accessibili a persone con disabilità (Easy to Read) relativi a luoghi culturali, una seconda mobilità di gruppo per la sperimentazione pratica in uno dei luoghi visitati (teatro, biblioteca, cattedrale, museo) e un momento di formazione per operatori al fine di rafforzare competenze su Easy to Read e strumenti per favorire l’inclusione nelle mobilità per l’apprendimento. 

Il rientro: cosa ci portiamo a casa?

Progetti belli! Dall’esperienza a Malta sono nate progettualità molto concrete, e l’isola si è dimostrata un vero ponte tra i nostri due punti di interesse iniziali, il metodo Easy to Read e la mobilità per l’apprendimento, offrendo nuove chiavi di lettura e strumenti utili all’inclusione di persone con disabilità intellettiva. 

Un grazie speciale ad Antoine e a tutto lo staff di VisMedNet per l’ospitalità e la cura con cui ci hanno accompagnati!

Lidia GrecoResponsabile progetti europei

Chiara BechisResponsabile CAD Artemista e Casa di Zenzero

Ilenia ConfortiResponsabile Area Lavoro Cittadinanza Attiva

Progetto realizzato e finanziato grazie ai fondi dell’Unione Europea.

Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.