Un

SET

di ricordi

Il Servizio Educativo Territoriale di Stranaidea raccontato dai ragazzi.

SET è il Servizio di Educativa Territoriale dell’Impresa Sociale Stranaidea che opera per il Comune di Torino e in particolare per il Servizio Sociale della circoscrizione 4 che comprende i territori di Parella, San Donato, Campidoglio.

Cosa significa Servizio di Educativa Territoriale? Significa che su mandato del Comune, gli educatori prendono in carico minori del territorio di riferimento e, in condivisione con il Servizio Sociale e il nucleo del minore, si definisce un progetto di educativa ad hoc. È importante sottolineare che l’educatore lavora con tutto il nucleo, i genitori sono quindi parte integrante e attiva del progetto, esattamente come il minore.

Come si fa tutto questo? Dipende, non c’è una risposta giusta. Ci saranno pomeriggi in cui educatore e minore si vedranno da soli, altri in cui si faranno delle attività con la famiglia, altri ancora in cui si trascorrerà del tempo insieme ad altri minori… insomma non c’è una ricetta valida e giusta, ognuno, nel tempo, inventerà la sua!

Episodio 3: In sintesi

L’ultima parte di questo pomeriggio lo dedichiamo a tirare un po’ le somme di questo intervento educativo. Una sorta di valutazione, in generale, del periodo trascorso insieme.

Quindi gli chiediamo “Quella volta in cui è stato utile avere l’educatore”.

Quattro di loro mettono al centro la scuola: tra l’aiuto per i compiti e l’aiuto per migliorare il proprio comportamento scolastico. Di questo siamo molto contenti visto che il momento compiti, diciamocelo, è da sempre il momento più noioso!

Tutti concordano anche sul fatto che è servito per sfogarsi, confrontarsi con un adulto più grande “ma non troppo”, “Serve perché ha più esperienza e perché non è un genitore”.

E poi ci sono anche utilità più concrete, ma non per questo meno importanti, come avergli fatto conoscere Nicolò e il suo negozio “Bicicleria” in zona Parella per riparare la bici (una delle nostre risorse più importanti sul territorio!)

Infine tutti si sono sentiti più maturi, hanno imparato a non sottovalutarsi e si sono stupiti della pazienza che hanno maturato nel corso di questo periodo.

Viola, che è ancora con noi, a questa domanda ci pensa un po’ su e le tornano in mente tutti quei lunghi giorni passati chiusa in casa a causa dell’emergenza sanitaria Sono stata contenta delle vostre chiamate e delle attività fatte insieme. Ci sentivamo quasi tutti i giorni e così non mi sono sentita sola.

Bene, cosa abbiamo imparato noi educatori da tutto questo:

– che da sempre l’obiettivo generale della funzione territoriale è sicuramente quello di offrire un sostegno al minore nel suo percorso di crescita, cercando di valorizzare le sue risorse e le sue potenzialità in questa faticosa strada verso un’autonomia e una crescita quanto più serena possibile. Questo lo si fa attraverso delle esperienze condivise, che sono strumenti fondamentali per far nascere una relazione, per confrontarsi e per creare quella confidenza necessaria a fidarsi l’uno dell’altro;

– che le gite, il mare, la montagna, la canoa, la pizza, il biliardo ecc. rimangono ricordi felici e divertenti. Sappiamo che quelli sono stati momenti di un’esperienza importante per loro e all’interno di ognuna di esse ciascuno si mette in gioco e si sperimenta;

– che le gite più belle sono quelle dove anche noi educatori ci divertiamo di più e quindi appena si potrà sicuramente prenoteremo uscite in piscina (possibilmente quelle con gli scivoli, oggettivamente più tamarre ma decisamente più divertenti!), giornate al mare, esperienze in canoa e se riusciremo altri soggiorni! Inoltre dovremo provare ad organizzare una gita al paint-ball soft air, all’acquario di Genova e sulla neve;

– che i compiti, purtroppo, dovremo continuare a farli;

– che a fine intervento loro si sentiranno un po’ più maturi, questo non certo per merito nostro, ma sicuramente nel loro percorso di crescita un pezzettino di quella maturità sarà data anche dai confronti e dalle esperienze trascorse in nostra compagnia;

– che le merende continuano ad essere un pilastro del Servizio;

– che le pizzette sono meglio dei biscotti: sono finite in fretta e senza lasciar briciole;

– che anche le cose più piccole e pratiche del nostro lavoro, come un pomeriggio alla Rinascente o andare alla Bicicleria, rimangono esperienze utili per il loro futuro;

– che i 20 minuti del viaggio da casa a via Bogetto, in una Punto vecchia, senza autoradio né aria condizionata, a volte, sono più importanti delle due ore di attività;

Infine vorremmo rassicurare tutti che ovviamente non facciamo solo gite e che ci sono anche giorni difficili, noiosi, impossibili…ma se alla fine i loro ricordi sono questi, a noi piace così!

Volete sapere come è finito il nostro pomeriggio insieme? Ovviamente con sfide a calcetto: sudore e urla manco fossimo allo stadio!

Noi speriamo che prima o poi arrivi anche il ping pong…per adesso ci accontentiamo!

L’equipe di SET

Alice, Elena, Marta, Cristiano, Gaspare, Daniela, Martina, Elisa, Tiziano

*[tutti i nomi dei ragazzi sono di fantasia]

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