SGUARDI OLTRE LO SCHERMO: RUMORI ARMONICI
E all'improvviso cambia tutto. Il divieto assoluto di poterci incontrare e fare insieme. Come ogni giorno da sempre. Mi sembra una follia, ma è verità. Scopro un nuovo modo di lavorare, nuove opportunità di rimettersi in gioco, nuove difficoltà. E scopro dettagli di famiglie, tenere dolcezze, nuove ingenuità, incertezze e colori umani mai osservati prima Guardo l 'altro attraverso lo schermo ed ho paura di non arrivargli alle orecchie, allo stomaco, al cuore. Ma non è così. La relazione è anche parola piena di intenzione. Si "entra" nelle case con complessità e sfida e via via si alternano momenti ... Leggi di più
SGUARDI OLTRE LO SCHERMO: SUPEREROI
Mentre tutti si rifugiavano in casa seppellendosi sotto strati di mascherine, immersi in soluzioni-alcoliche-gel per la disinfezione di mani, viso, corpo e capelli; ripulendo e igienizzandosi anche dai propri peccati, noi abbiamo continuato a lavorare con i senza dimora nei dormitori e in strada. Immaginate cosa può esser stato proporre a chi vive in strada di indossare una mascherina, lavarsi spesso le mani, stare attento a non spargere moccio in giro, o chiedere di destreggiarsi in contorsioni per avvicinare il gomito al naso in caso di starnuto. Arrivati a questo punto, alla fine di questo lungo periodo di clausura, ... Leggi di più
SGUARDI OLTRE LO SCHERMO: CHI SEI? DOVE SEI? QUALE SCHERMO?
Ci siamo tutti? Io non vi sento. Dice che non riesce a collegarsi. Forse manca ancora qualcuno. Ma voi sentite me? Sta facendo l’aggiornamento, ma arriva. Eppure sono certa manchi ancora qualcuno. Provo dal computer, forse è il microfono. Ecco, l’aggiornamento proprio oggi. Arrivati, finalmente, eccoci tutti! È così che iniziano le nostre attività. Il traffico, il parcheggio che non si trova, il civico non segnato o il ritardo dettato dalla paura di qualcosa di nuovo che inizia, oggi sono invece connessioni deboli, suoni con interferenze, voci di sottofondo che distraggono, schermi che ci obbligano a fare i conti ... Leggi di più
SGUARDI OLTRE LO SCHERMO: IO RESTO QUA
Vedo Rachel dopo 2 mesi. Due mesi in cui non è mai uscita di casa. Mi dice “Andiamo ai giardini?”. Non si può deludere una richiesta del genere il primo giorno di fine lockdown. Cosi io, Rachel, Chiara (la sorellina di un anno e mezzo) e la loro mamma usciamo di casa. Le bambine sono euforiche, sembra tutto nuovo. L’erba, il fiumiciattolo vicino casa, gli alberi. Decidiamo così di fare una piccola passeggiata e arriviamo davanti alla scuola di Rachel. Lei si ferma, si immobilizza. Poi chiede: “Posso?”. La sua mamma annuisce, così Rachel di corsa sale le scale ... Leggi di più
SGUARDI OLTRE LO SCHERMO: CI VUOLE MOLTO POCO
Il cosiddetto lockdown non mi è pesato per niente. Anche se a una festa divento, molto facilmente, il capo animatore turistico di turno non sono uno dai mille amici ed eventi mondani. Poi francamente, ringrazio che finalmente si siano decisi a legiferare riguardo quelli che hanno il vizio di parlarti a 5 cm dal naso e che durante un discorso si sentono in dovere di toccarti a ogni chiusura di un periodo. Era ora! Mio figlio ha anche fatto amicizia con le persone con disabilità che quotidianamente contatto in videochiamata. Con una fa i compiti di matematica, con un’altra ... Leggi di più
SGUARDI OLTRE LO SCHERMO: CI SEI ANCORA
È un momento sospeso. È come stare in una bolla dove il tempo è immobile ed i pensieri fanno più rumore del solito. L’emergenza sanitaria ha costretto ognuno di noi, come persone e come operatori sociali, a cambiare le nostre abitudini sociali e lavorative. Io mi occupo, fra gli altri, di un progetto Housing First, basato sul principio fondamentale che la casa sia un diritto di tutti e che sia la prima e più efficace risposta al fenomeno delle persone senza dimora. È un approccio innovativo che si affianca e stravolge i modelli adottati finora e che prevede la ... Leggi di più
SGUARDI OLTRE LO SCHERMO: MOVIMENTI SCOMPOSTI
Sono diventata Sporty spice. Ero lì tranquilla che mi accingevo a vivere una normale giornata di quarantena tra lieviti madre e serie TV, il tutto rigorosamente in posizione orizzontale, una di quelle giornate nelle quali cambi posizione solo quando non senti più le chiappe, quand'ecco che arriva il messaggio tanto temuto e da troppo tempo nell'aria: “Domani equipe su Skype.” No, non è il titolo di un horror adolescenziale ambientato on line tipo "Cell"o "Unfriends" . È realtà. Persone che fino all'altro ieri andavano in panico quando si doveva aggiornare la password della casella di posta, dovevano ora scaricare un'app, ... Leggi di più
CONnessioni: Un lento pomeriggio di fine estate
La parola ‘connessione’ evoca immagini ad alta velocità, volti che si con-fondono, frammenti di conversazioni. “Connessioni festival” al contrario è stato un lento pomeriggio di fine estate in cui si è potuto godere di curiosi fermi immagine: musicisti in abito da sera nel cortile di un dormitorio, un mandala colorato fatto di sabbia e fantasia. Cibo e bevande, perché è ora della merenda e fa ancora caldo. In sottofondo, il suono degli strumenti e le voci delle persone: operatori, volontari, ospiti e passanti, arrivati per la musica, il racconto, la compagnia. Ed è qui che si innescano le ... Leggi di più
SALIAMO SU QUELLA GIOSTRA
Anche nel 2019 il Cadd El Duende ha trascorso 10 giorno di vacanza al mare. Destinazione Misano Adriatico, Romagna; mare, sole, cibo e Mirabilandia. Ho passato almeno dieci anni della mia vita ad accompagnare persone con disabilità a Mirabilandia. La gita al parco di divertimenti è sempre una di quelle giornate che puoi annoverare tra gli sport estremi. Dalle 10 alle 19 sotto il sole cocente, km a piedi con lo zaino in spalla e poi un livello di attenzione da tenere sempre altissimo: che nessuno si scotti, scappi, si metta in pericolo. Per anni mi sono chiesto come mai, ... Leggi di più
Il tocco di Eric Clapton
Agli inizi degli anni 90 avvennero due cose, una conseguente all’altra: I Nirvana sulla scena musicale, cominciammo tutti a suonare la chitarra. Passato il dolore lancinante ai polpastrelli della mano sinistra sembrava tutto molto facile, avevamo 14 anni, imparavamo in fretta e avevamo del buontempo a disposizione. Ben presto cominciammo a snobbare, per non dire maltrattare il povero Cobain. Il nostro mentore, colui che ci aveva iniziati trattato come una scarpa vecchia. Troppo poco tecnico. In così poco tempo, noi suonavamo già meglio. I più coraggiosi osarono addirittura vendere i Compact disc. Cominciammo ad essere catturati da quelli che ... Leggi di più









